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Preghiera di offerta

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L'Offerta quotidiana è la pratica più caratteristica dell'AdP.

Tutta la vita, anche gli atti più semplici e più piccoli vengono offerti al Padre, per mezzo del Figlio, nella grazia dello Spirito Santo, in unione al sacrificio eucaristico. 


 

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù,
io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria,
madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno:
in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini,
nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

 
Offerta trinitaria

Dio, nostro Padre, io ti offro tutta la mia giornata.
Ti offro le mie preghiere, i pensieri, le parole, le azioni, le gioie
e le sofferenze in unione con il Cuore del tuo Figlio Gesù Cristo,
che continua ad offrirsi a te nell'Eucaristia per la salvezza del mondo.

Lo Spirito Santo che ha guidato Gesù
sia la mia guida e la mia forza oggi,
affinché io possa essere testimone del tuo amore.

Con Maria, la madre del Signore e della Chiesa,
prego specialmente per le intenzioni che il Santo Padre
raccomanda alla preghiera di tutti i fedeli in questo mese di MAGGIO 2017.



Intenzione Universale

Per i cristiani in Africa, perché diano una testimonianza profetica di riconciliazione, di giustizia e di pace a imitazione di Gesù Misericordioso.
 
 

 Intenzione dei Vescovi

Perché la fiducia nella Proffidenza ci spinga ad affrontare le difficoltà con speranza certa.

 



 Pregare per il CLERO dicendo:
Cuore di Gesù, i tuoi sacerdoti siano gioiosi annunciatori di buone notizie ai poveri.

 



Tutto ciò che accade e si realizza durante il giorno può diventare un esercizio di fede e di amore, nella misura in cui tutto si compia in armonia con l'atto iniziale di offerta.

Così, la preghiera di offerta introduce ad un rapporto di reciprocità con Dio, e spinge a vivere con pienezza la vita quotidiana.

Nei rapporti con il prossimo, l'offerta quotidiana educa alla pratica del servizio e della solidarietà fraterna, in cui l'autenticità dell'offerta trova la sua verifica e la sua conferma. Non a caso l'AdP ha scelto come suo motto e insieme come suo ideale l'espressione pregare e servire.
 

 

 

Ora Santa 13

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L’ora santa di dicembre


In questo mese possiamo lasciarci guidare dal cap. 2 del Vangelo di Luca. Possiamo contemplare cioè la scena della natività, tanto se preghiamo di fronte al Sacramento quanto se preghiamo nelle nostre case: D’altra parte, il Tabernacolo nelle nostre chiese è come la mangiatoia, ove è riposto il corpo sacramentale del Signore, allo stesso modo che nel presepe fu deposto il corpo fisico di Gesù: pertanto potrebbe essere particolarmente significativo, se si potesse, fare l’ora santa in questo mese davanti all’Eucaristia.

Leggendo la narrazione di Luca, vediamo che l’ombra della croce si proietta fino alla nascita di Gesù. E’ detto infatti che “lo avvolse in fasce”: il termine greco usato dell’evangelista indica non il pannolino dei bambini, come piamente crediamo, ma le bende del sepolcro. Il Signore nasce per morire, per condividere con noi la nostra stessa morte: assume la nostra carne mortale per liberarci dalla morte, si fa uomo perché noi diventassimo dèi. Ancora: “lo depose in una mangiatoia”: Colui che doveva diventare il pane del mondo è posto in una mangiatoia, nel luogo ove gli animali si cibano. Ma Gesù si fa pane anticipando la sua passione, e ci ordina di celebrare questo in sua memoria perché, ricevendo Lui spezzato per noi, imparassimo a farci anche noi pane che si spezza per il nostro prossimo

Possiamo ancora contemplare come Cristo Signore nasce nel nascondimento e nella piccolezza: non nacque a Gerusalemme, il centro del potere religioso, né a Roma, il potere politico e imperiale del tempo né a Atene o Alessandria, le capitali della cultura del mondo antico, ma in una provincia, in u luogo di poveri; di più, l’evangelista osserva che “non c’era posto per loro nell’albergo”, Giovanni dirà che venne tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto. Il tempio non risuona di canti perché era nato il Messia, la corte del re non va a prostrarsi ai suoi piedi, gli scribi e i farisei, i notabili e gli intellettuali del tempo, non si accorgono di nulla: possiamo contemplare come Gesù nasce nel silenzio e scegli di non apparire agli occhi del mondo.

Con Maria e Giuseppe, con i poveri di ogni tempo, possiamo contemplare la scena della nascita, farci presenti ad essa, ascoltare le persone, quello che dicono o potrebbero dire, ascoltare quel che fanno o potrebbero fare, e entrare nei particolari di quel che accade. Come si mostra qui la divinità? Farò un confronto su come gli uomini si aspetterebbero che Dio si manifesti, e come invece Dio stesso sceglie di manifestarsi. Mi farò poi, come suggerisce sant’Ignazio nei suoi Esercizi Spirituali, come un piccolo e indegno servitorello, entrando nella scena che ho di fronte a me: che cosa farei, da chi andrei, che cosa direi? Non per inventarmi qualcosa di cui non abbiamo testimonianze, ma per entrare, attraverso le porte della mia fantasia, più profondamente nella preghiera. Insieme agli Angeli posso cantare la sua gloria, con i pastori lodare e benedire sua divina maestà; con Maria magnificare il Signore. 

La Preghiera/17

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FATTI ATTUALI NELLA PREGHIERA

Benvenuti! Il Papa invita le persone di diverse religioni
a unirsi e a pregare insieme.

Perché sia eliminata in ogni parte del mondo la piaga dei bambini-soldato.

 

Per iniziare:

Cerco di trovare un luogo dal quale possa guardare i bambini giocare ... guardo i bambini correre intorno, godendo del suono delle loro voci e del loro gioco spensierato. Sento la presenza del Signore che ha creato me e loro, e lo ringrazio per la gioia che hanno e che donano a noi adulti. Quando mi sento pronto, leggo la storia che segue.

Breve storia:

Yusuf si svegliò gridando, in un bagno di sudore. Con cautela, uscì dal letto e , con l’aiuto delle stampelle, si mise sul divano. Accese il computer e cominciò a giocare mentre sua madre, che lo aveva adottato sei mesi prima, gli faceva una cioccolata calda. Sono le 3.10 di notte ma Yusuf non sta tornando a dormire. E’ troppo spaventato di avere un altro incubo. E’ lo schema delle notti che si ripete da quando si è trasferito in Germania dove è stato adottato da una famiglia amorevole.

Yusuf ha quindici anni. La sua vita è cambiata completamente il giorno che la sua famiglia fu uccisa durante il conflitto ad Aleppo nel 2012 quando la sua casa fu distrutta da una bomba. Improvvisamente divenuto solo al mondo, Yusuf sentì la fame per la prima volta nella sua vita. Non aveva dove andare e nessuno a cui rivolgersi. Il suo compagno di scuola Samir si era arruolato nell’esercito Libero Siriano qualche mese prima. Yusuf decise di fare lo stesso. Almeno avrebbe avuto un pasto caldo ogni giorno. Questo è quello che gli era stato detto. Yusuf presto imparò a maneggiare le armi, a sparare e a uccidere. I suoi superiori cercarono di tenerlo lontano dallo scontro armato utilizzandolo soprattutto come messaggero, ma arrivò il giorno in cui fu costretto ad uccidere la prima volta, e poi la seconda. Alla fine ci si abituò. Fino a quando un ordigno esplosivo gli frantumò la gamba destra. L’Esercito Libero Siriano non aveva più bisogno di lui a quel punto ed ancora una volta dovette cavarsela da solo.

Riuscì a scappare in Turchia, e alla fine arrivò in Germania. Ma questi incubi finiranno mai?

 

 

Tempo di riflessione:

I bambini come diventano soldati? Quale effetto fa essere un soldato su un bambino?

 

Preghiamo:

Signore, prego per tutti i bambini soldati affinchè possano provare il tuo amore e la speranza anche tra gli orrori a cui assistono in guerra. Faccio una pausa e faccio la mia preghiera personale.

Ispirazione:

Quando ero piccolo, mio padre mi diceva sempre, ‘se sei vivo, c’è la speranza di un giorno migliore e che qualcosa di buono accada....’.                                                                                                                                                                                                          

                                                                                      

                                                                                 shmael Beah, A Long Way Gone: Memoirs of a Boy Soldier

In concreto:                                                                                                                                                    

Impariamo di più sui bambini soldati. Si può cominciare visitando i seguenti siti:

http://www.child-soldiers.org/index.php                   https://www.warchild.org.uk/

http://www.amnestyusa.org/our-work/issues/children-s-rights/child-soldiers

potete vedere il film, “Beasts of No Nation” (2015) diretto da Cary Joji Fukunaga. (non adatto ai bambini. Solo adulti)

Se ho la possibilità di farlo, contribuisco a sostenere un’associazione che protegge i bambini dalle zone di guerra. Molti richiedenti asilo e immigrati vivono intorno a noi. Alcuni di loro sono scappati dalla guerra. Penso a loro questo mese e, se posso, trovo il modo di accoglierli. Posso fare amicizia con un immigrato che frequenta la mia scuola, o con una famiglia che abita vicino a casa mia o donare una coperta o abiti invernali ad un centro di accoglienza.

Ora Santa 8

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L’ora santa di luglio


Come ben sappiamo, lo schema da seguire è quello insegnato da Sant’Ignazio. Ricordiamo che il punto finale, cioè il colloquio, deve essere ritenuto la parte principale, e tutto il resto solo una preparazione, come un «mettere benzina» perché possa carburare il motore della preghiera.

Fisso dunque un tempo, un’ora appunto, possibilmente il giovedì sera, memoria di Getsemani, e un luogo; la casa, o la chiesa, nel quale stare, libero da imprevisti e silenzioso. Qui mi recherò, e, assumendo la posizione più adatta, entrerò nella preghiera chiedendo a Dio di volere infondere in me lo Spirito Santo, per conoscere e accogliere il dono che ora mi vuol fare, cioè Cristo stesso, per potergli offrire quel che molte volte non ho voluto o saputo dare, cioè amore e riparazione per quanto Lui ha fatto ed è per me.

Riassumerò la storia: qui sarà ricordare, magari aiutandosi leggendo il Vangelo, come Cristo nostro Signore imparò l’obbedienza dalle cose che patì, chiamò i discepoli a vegliare e pregare, si prostrò a terra, offrì il proprio volere in obbedienza al Padre suo, che lo confortò con un angelo, mentre il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra. In questo mese di luglio, dedicato dalla pietà popolare al preziosissimo sangue, desidero soffermarmi su questo particolare, riflettendo su di esso e lasciandomene toccare. La grazie che chiedo è conoscere intimamente il suo Cuore per più amarlo e servirlo.

Quindi ascolto ciò che Gesù dice, ai suoi discepoli e al Padre, quel che i discepoli dicono, quel che l’eterno suo Padre gli dice o potrebbe dire; noto e contemplo i singoli particolari, soffermandomi molto, e in particolare quelle gocce di sangue che cadono a terra. Mi faccio come se fossi presente alla scena, vivendola da vicino. Qui effonderò i miei pensieri e i miei affetti, considerando come fa e soffre tutto questo per me e per tutti gli uomini, e come in cambio ne è ripagato. Gli chiederò di potere, se è sua volontà e grazia, rispondere a tanto amore nel modo che mi vorrà indicare. Infine, terminerò con un lungo colloquio, con Gesù oppure l’eterno suo Padre, su quanto ho visto e sentito. Tale colloquio, come ho già segnalato, deve essere la parte più cospicua di tutta l’ora.

Al termine, uscirò soavemente dalla preghiera con un Padre nostro, oppure salutando Nostra Signore, e chiedendole di intercedere per me presso il suo figlio.

Ora Santa 7

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L'ora santa per il mese di giugno

 

In questo mese particolarmente dedicato al Sacro Cuore, l’ora santa vuole entrare nel suo insegnamento più profondo, l’umiltà e la mitezza. Pertanto, possiamo fissare, come di consueto, il nostro tempo di preghiera, che coinciderà con il giovedì sera-notte, in memoria dell’agonia in Getsemani. Entriamo nella preghiera, alla scuola di sant’Ignazio, innanzi tutto distaccandoci mentalmente dalle nostre occupazioni abituali, e considerando a Chi stiamo andando a parlare e che cosa vogliamo chiedergli: così fisicamente entriamo nella nostra stanza ove vogliamo pregare, o nella cappella. Qui, in piedi, stiamo qualche attimo in silenzio offrendo a Gesù la nostra preghiera in riparazione dei peccati nostri e del mondo intero, unendoci alla sua preghiera nell’orto degli ulivi, accogliendo con amore il suo invito a vegliare e pregare. Quindi possiamo sedere e immaginare di avere di fronte a noi Cristo stesso come maestro amorosissimo che ci invita ad ascoltarlo, e con noi tutti gli uomini. Possiamo immaginare il luogo o ambiente in cui ci invita, e Lui stesso, se in piedi o seduto, e noi accanto a Lui, cercando quasi di entrare in una scena del Vangelo, come se noi fossimo lì davanti a Lui, come nel mistero di fatto siamo. Ascolterò come Cristo Signore dice a me in modo particolare: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò sollievo. Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”. Ascoltiamo la sua parola, e la ripetiamo, anche molte volte, lasciando che questa cali nella profondità del nostro cuore. Ci verranno in mente molte situazioni, molte persone o fatti: lasciamo che la parola che ascoltiamo entri in tutto ciò, e possiamo iniziare a interrogarci: che cosa mi turba? Che cosa mi affatica? Che cosa mi opprime? Andiamo da Gesù con questi pesi, e poniamoli ai suoi piedi: parliamo di questi con Lui, come un amico parla ad un amico, ora chiedendo consiglio, ora supplicando aiuto, ora chiedendo perdono. Pensiamo alla vita di Gesù: che cosa ci direbbe vedendoci nella nostra condizione? Che cosa ci dice la sua Passione? Che cosa ci insegnano le sue parole? Chiediamo la luce dello Spirito Santo che ci ricordi le parole di Gesù e ce le faccia sentire intimamente come la risposta ai nostri problemi. Rimaniamo lì, sentendo e gustando intimamente. Ascoltiamo poi la parola che più d tutte rispecchia il suo Cuore: umiltà. E’ umile che perdona, chi rinuncia alla vendetta, chi risponde al male con il bene, cioè chi è mite. Possiamo ripete anche a lungo la preghiera così classica: Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo. La ripetiamo a lungo, come una sorta di litania, riflettendo sempre queste parole nella situazione concreta che mi appesantisce o opprime. Così rimarrò per un’ora, lasciandomi guidare dallo Spirito, e mi soffermerò maggiormente ove ho sentito intima consolazione. Al termine, uscirò dalla preghiera recitando un Padre nostro.

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